CHAMPAGNE

La Champagne si sviluppa prevalentemente nel dipartimento Marne e, in parte, nei dipartimenti Aisne ad ovest, e Aube a sud fino al confine con la Còte d’Or. Patria dell’omonimo vino spumante più famoso al mondo, la Champagne produce quasi esclusivamente spumante metodo classico (o metodo champenoise), salvo qualche rara e trascurabile produzione di vini fermi rossi, rosati e bianchi di scarso interesse enologico.

Per le caratteristiche pedoclimatiche che contraddistinguono il terroir, rappresentate dal perfetto connubio di elementi come le latitudini molto a nord, l’influsso mitigatore delle correnti marine e il substrato di gesso che permette lo scambio termico e di umidità con i vigneti, in questa zona si producono spesso vini spumante di particolare eleganza, freschezza, delicatezza e vivacità, per quanto non tutte le produzioni risultino purtroppo degne di questa nobile denominazione.

Nel dipartimento Marne si coltivano circa i due terzi di uva per la produzione di Champagne (24 mila ettari), tra cui Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier. Quest’ultimo vitigno è molto utilizzato nella parte ovest, quella che si estende nel dipartimento Aisne, dove il vigneto rappresenta circa un decimo del totale (meno di 3 mila ettari), mentre il Pinot Noir offre il suo miglior splendore – in termini di vigore, struttura e profumi – più a sud nel dipartimento Aube, dove si coltivano circa 7 mila ettari, per un totale di circa 34 mila ettari vitati destinati alla produzione di Champagne (più o meno equivalente alla intera produzione di vini DOP della regione Piemonte, in Italia).

A causa della grande richiesta mondiale, si sta mettendo in atto un processo di espansione delle aree destinate alla appellation Champagne, prevedendo una quarantina di nuovi villaggi che rientreranno nel novero di quelli autorizzati alla produzione di Champagne (aggiornamento 2017). 

Da disciplinare, il vino spumante Champagne prevede un minimo di 15 mesi di maturazione sui lieviti (prise de mousse + maturation sur lies), che diventano almeno 3 anni nei Vintage.  Tuttavia, i produttori tendono oramai a superare quasi sempre questi limiti minimi imposti dal disciplinare di produzione, portandosi spesso a maturazioni sui lieviti di almeno 30 mesi per il non vintage, e 5 anni per il vintage.

Solamente i vini spumanti metodo champenoise (metodo classico) prodotti all’interno dell’area geografica delimitata dal disciplinare della Champagne, possono essere chiamati Champagne. Nel resto della Francia e al di fuori dell’area vitivinicola della Champagne, i vini spumante prodotti con il metodo champenoise possono essere denominati Crémant; tra questi: Crémant de Bourgogne, Crémant d’Alsace, Crémant de Loire, Crémant  de Bordeaux, Crémant de Limoux, Crémant de Jura.

Sulla etichetta di una bottiglia di Champagne è possibile riscontrare le seguenti diciture:

  • Blanc de blancs
    champagne prodotto esclusivamente con Chardonnay;
  • Blanc de noirs
    champagne prodotto esclusivamente con Pinot Noir e/o Pinot Meunier (vinificati in bianco);
  • Cuvée
    Champagne realizzato con miscela di vini base prodotti con uve provenienti da zone diverse (come lo sono la maggior parte degli Champagne);
  • Vintage
    Champagne prodotto con vini base di una singola annata (equivale al millesimato in Italia). Se non indicato, si suppone che il vino sia prodotto con assemblage  di vini base di diverse annate; 
  • Réserve
    molto utilizzata, per quanto priva di specifico significato;

Per quanto riguarda il contenuto di zucchero residuo nel prodotto finito, si ha la seguente gradazione saccarometrica:

  • Pas Dosé (Zero Dosage o Brut Nature)
    senza zuccheri aggiunti nel liqueur de tirage, con contenuto di zucchero inferiore a 3 gr/l;
  • Extra Brut
    0-6 gr/l;
  • Brut
    0-12 gr/l;
  • Extra (o Extra Dry)
    12-17 gr/l;
  • Sec (o Dry)
    17-32 gr/l;
  • Demi-sec
    32-50 gr/l;
  • Doux
    > 50 gr/l.

Si noti come le gradazioni del Pas Dosé, Extra Brut e Brut si sovrappongano in parte. Ad esempio, ad uno Champagne che presenta un contenuto di zuccheri residui pari 5 gr/l, potrebbe essere assegnata la dicitura Extra Brut oppure Brut. In questi casi, il disciplinare prevede che sia il produttore a scegliere la dicitura da indicare in etichetta, anche in base alle specifiche caratteristiche organolettiche del proprio vino.

In etichetta è possibile trovare altre informazioni interessanti sullo Champagne, tra cui la data di dégorgement (sboccatura) e gli acronimi che indicano la “paternità” del prodotto, ossia:

  • NM = Négociant-Manipulant
    Chi acquista le uve oppure i mosti dai produttori vitivinicoli, per produrre poi lo Champagne nelle proprie cantine e commercializzarlo con il proprio brand. Come intuibile, ne fanno parte le maggiori maison della Champagne.
  • RM = Récoltant-Manipulant
    Vitivinicoltore che produce e commercializza il proprio Champagne dalle proprie uve. Si tratta, in genere, di piccoli e medi produttori.
  • CM = Coopérative de Manipulant
    Cooperativa alla quale i soci conferiscono le proprie uve, che provvede poi alla produzione e alla commercializzazione in proprio dello Champagne.
  • RC = Récoltant-Coopérateur
    Viticoltore che conferisce le proprie uve alla cooperativa – la quale provvede alla produzione dello Champagne – per poi ritirare il prodotto finito e commercializzarlo con il proprio brand.
  • MA = Marque d’Acheteur
    E’ una sorta di “private label”, ossia indica l’appartenenza del marchio o della marca dello Champagne all’acquirente, e non al produttore. Si riferisce normalmente ai grandi distributori.

La classificazione della regione Champagne consiste semplicemente nella suddivisione dei vigneti in Grand Cru e Premier Cru, classificazione che peraltro interessa esclusivamente il cuore della Champagne, ossia la zona della Montagne de Reims, a sud di Reims, e la Còte des Blancs, a sud di Epernay.

Per mantenere uno standard qualitativo costante, le grandi maisons della Champagne tendono tuttavia a produrre le cosiddette cuvée, ossia spumanti che derivano da miscele di vini base a loro volta prodotti con uve provenienti da diversi vigneti della regione, di cui le grandi case possiedono il 10% circa. Per tale motivo è abbastanza improbabile, almeno per ora, trovare in etichetta il nome del Grand Cru o la menzione “Premier Cru” negli spumanti delle grandi maisons, come accade invece in Bourgogne. 

Occorre tuttavia considerare che il restante 90% dei vigneti è di proprietà di oltre 20 mila piccoli e piccolissimi viticoltori, spesso part-time, che fino alla fine del secolo scorso conferivano quasi tutti le proprie uve alle grandi case di produzione o alle cooperative, uve che gli venivano pagate in base ad una scala (èchelle) che teneva conto del valore e della classificazione del vigneto di provenienza.

Da un paio di decenni a questa parte si sta assistendo ad un aumento significativo dei cosiddetti récoltant-manipulant (in etichetta spesso indicati come “RM”), ossia vitivinicoltori che commercializzano il proprio Champagne e che oggi si contano in più di due mila piccole aziende, rappresentando circa il 25% delle vendite complessive.

Tra questi, alcuni sono anche proprietari di vigneti Grand Cru o Premier Cru, e per tale motivo è possibile riscontrare la menzione del Cru nelle etichette dei loro vini; si tratta, come ovvio, di vini meno “omologati” e che possono variare da una annata all’altra, ma con maggiore personalità e identità del territorio e, proprio per questo, spesso più interessanti e sempre più apprezzati dal mercato, soprattutto dagli intenditori.

Anche in questi casi, come sempre, occorre saper scegliere, individuando i produttori più seri e competenti!

Vale la pena dare uno sguardo alle diverse dimensioni delle bottiglie che potrebbero essere utilizzate dai produttori di Champagne.

Iniziamo col precisare che le bottiglie di Champagne sono sempre del tipo “Champagnotta” classica. La bottiglia Champagnotta classica, normalmente utilizzata in quasi tutto il mondo per la produzione di vini spumante, oltre alla sua forma tipica possiede caratteristiche tecniche di resistenza alle elevate sovrapressioni interne (resistenti fino a 10-12 atmosfere).

In base al loro volume, le bottiglie di Champagne vengono denominate nel seguente modo:

  • Intera o bottiglia (0,75 lt)
  • Magnum (1,5 lt)
  • Jeroboam (3 lt)
  • Rehoboam (4,5 lt)
  • Mathusalem (6 lt)
  • Salmanazar (9 lt)
  • Baltazar (12 lt)
  • Nabucodonosor (15 lt)

Di norma, fino al formato Jeroboam  la maturazione sui lieviti (prise de mousse + maturation sur lies) avviene direttamente in bottiglia, così come accade normalmente per la Intera  da 0,75 lt.

Nei formati più grandi ciò non è possibile per ragioni di ingombro e difficoltà di lavorazione; questa è la ragione per cui le bottiglie con formati più grandi (peraltro abbastanza rare e normalmente riservate ad eventi speciali) vengono riempite manualmente prelevando il vino spumante dalle bottiglie di formato più piccolo.

Il medesimo Champagne risulta di qualità organolettica superiore se imbottigliato nei formati Magnum e Jeroboam, rispetto alla bottiglia da 0,75 lt; questo accade per ragioni tecniche sulle quali non ci dilunghiamo ulteriormente e che dipendono principalmente, ma non solo, dal rapporto tra la quantità di vino contenuto e la superficie a contatto con i lieviti.

Dal formato Rehoboam  in su, a parità di etichetta la qualità organolettica del vino appare invece sensibilmente inferiore rispetto ad una Jeroboam, ad una Magnum  o ad una Intera  da 0,75 lt; il motivo è dovuto in buona parte a shock ossidativi del vino e ad una leggera compromissione della qualità del perlage durante le operazioni di riempimento manuale.

La Montagne de Reims, a sud di Reims, viene coltivata principalmente a Pinot Noir e Pinot Meunier. Comprende diversi Grand Cru e Premier Cru. Tra i Grand Cru, sui pendii rivolti a nord troviamo Verzenay e Verzy, che danno Pinot profumati, più freschi e meno potenti; le sponde meridionali, nei dintorni del comune di Ay, tra cui il Grand Cru Bouzy, offrono Pinot più strutturati e corposi.

I declivi a sud di Epernay rivolti a est rappresentano la famosa Còte des Blancs, coltivata esclusivamente a Chardonnay, vitigno che dona eleganza, finezza e freschezza. Tra i Grand Cru ricordiamo: Cramant, Avize, Oger, Le Mesnil sur Oger.

Più a sud troviamo la Còte de Sèzanne, non dissimile dalla Còte des Blancs, per quanto meno rinomata.

Tra gli spumanti più famosi  prodotti con miscele di uve, ricordiamo i concentrati e corposi Champagne di Krug e Bollinger, i delicati e suadenti Taittinger, e gli equilibrati Pol Roger e Louis Roederer.

Tra i Récoltant-Manipulant: Egly-Ouriet, Jacques Selosse, Larmandier-Bernier, solo per citarne alcuni tra i più rinomati.

Oltre a La Montagne de Reims, alla Côte des Blancs e alla Côte de Sèzanne, vi sono ovviamente altre regioni vinicole che rientrano nella appellation Champagne.

Nella Vallée de la Marne, ad ovest rispetto a Reims, si coltiva prevalentemente Pinot Noir e Pinot Meunier, a volte per produrre vino rosso base da aggiungere al vino base bianco per le cuvée di Champagne rosé. Non mancano tuttavia i vigneti coltivati a Chardonnay.

La Côte des Bar si trova invece all’estremo sud, nel dipartimento Aube, dove si coltiva prevalentemente un Pinot Noir decisamente più intenso e strutturato. Anche in questa zona vengono prodotti vini base sia rossi che bianchi, che vanno poi a conferire spesso nelle cuvée di Champagne rosè e bianchi. Occorre infatti ricordare che i vitigni a bacca scura vengono vinificati in rosso per conferire poi nello Champagne rosé insieme al vino base bianco prodotto con Chardonnay, e vinificati in bianco per lo Champagne bianco.

Al di fuori della appellation Champagne, i pochi vini fermi prodotti nella regione rientrano sotto la appellation Coteaux Champenois. Si tratta di vini fermi sia bianchi che rossi, abbastanza acidi e normalmente poco interessanti, salvo rare eccezioni. Si producono anche vini fermi rosati sotto la AOC Rosé des Riceys, nel comune di Riceys  (dipartimento Aube).

I vitigni coltivati nella Champagne sono:

  • Pinot Noir
  • Pinot Meunier
  • Chardonnay

Di seguito, alcune tra le etichette di maggiore spicco della Champagne.

  • CHAMPAGNE Grand Cuvée Brut
    Krug
  • CHAMPAGNE La Grande Année Brut
    Bollinger
  • CHAMPAGNE Sir Winston Churchill Brut
    Pol Roger
  • CHAMPAGNE Les Vignes de Vrigny Premier Cru Brut
    Egly-Ouriet
  • CHAMPAGNE Substance Grand Cru Brut
    Jacques Selosse
  • CHAMPAGNE Vieille Vigne de Cramant Grand Cru
    Larmandier –Bernier
  • CHAMPAGNE Cristal
    Louis Roederer
  • CHAMPAGNE Belle Epoque Blanc de Blancs Brut
    Perrier-Jouét
  • CHAMPAGNE Comtesse de Champagne Blanc de Blancs
    Taittinger

Paride Leali

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