LOMBARDIA

Con oltre 980 mila ettolitri di solo vino DOP prodotti nel 2017, la Lombardia rappresenta circa il 5,4% della intera produzione nazionale di vini a denominazione d'origine, su una superficie di 3.600 ettari vitati. 5 DOCG e 21 DOC, tra cui Bonarda dell'Oltrepò Pavese DOC, Garda DOC, Lugana DOC e Oltrepò Pavese DOC a rappresentare la percentuale produttiva più alta (occorre tenere in considerazione, tuttavia, che Lugana DOC e Garda DOC sono denominazioni interregionali). Tra i vitigni maggiormente coltivati, in testa troviamo la Croatina, seguita da Pinot Nero, Chardonnay e Barbera.

La Lombardia è una regione del nord Italia che confina a nord con la Svizzera, ad ovest con il Piemonte, a sud con L’Emilia Romagna e ad est con il Veneto e il Trentino Alto Adige, con estensione complessiva di quasi 24 mila chilometri quadrati. La pianura Padana rappresenta circa il 47% del territorio, mentre la montagna copre circa il 41%; la collina interessa il restante 12% circa della regione. Il clima è principalmente continentale, per quanto molto diversificato grazie anche alla presenza dei più grandi e importanti bacini lacustri d’Italia – in prossimità dei quali il clima si presenta più mite d’inverno e più ventilato d’estate, permettendo persino la coltivazione di limoni e ulivi – e alla presenza delle Alpi e delle Prealpi, nonché delle valli incastonate tra queste importanti catene montuose, come la Valtellina.

La vitivinicoltura si sviluppa in una vasta area della regione, quasi esclusivamente nelle province di Brescia, Pavia, Sondrio, Bergamo e Mantova, oltre a interessare parzialmente Milano e Lodi con la DOC “San Colombano al Lambro”. Le altre province non sono interessate né da DOCG né da DOC, e presentano produzioni molto più limitate nonché di minore interesse enologico, salvo qualche rara eccezione.

Nella provincia di Brescia il vitigno Chardonnay risulta essere quello più diffuso, distaccando di molto il Trebbiano di Soave (o Turbiana) e il Pinot Nero; a questi si aggiungono principalmente: Groppello, Merlot, Marzemino, Pinot Bianco, Barbera, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.

Spiccano le zone della Franciacorta, patria dei grandi spumanti metodo classico, e della Lugana DOC, denominazione che produce un vino bianco secco di grande successo con vitigno Turbiana (in Veneto chiamato Trebbiano di Soave), proposto anche in versione spumante, riserva e dolce naturale “vendemmia tardiva”. La Lugana DOC è condivisa con la regione Veneto, nella provincia di Verona, e nel 2017 ha prodotto complessivamente 140 mila ettolitri di vino, rappresentando circa il 14,3% della produzione lombarda di vini DOP.

La Franciacorta DOCG è considerata la “Champagne” d’Italia e ha prodotto, nel 2017, quasi 78 mila ettolitri rappresentando quasi l’8% della produzione lombarda di vini DOP. Vino spumante prodotto con Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero secondo il metodo della rifermentazione in bottiglia, o metodo classico. Il Pinot Bianco può essere presente per un massimo del 50%. Il Franciacorta può essere prodotto nelle versioni bianco e rosé, anche riserva e millesimato. Nella versione rosé, il Pinot Nero è presente per un minimo del 25%. Il satèn  viene prodotto con le sole uve a bacca bianca, ed una minore sovra-pressione in bottiglia per renderlo più “setoso”. Per le versioni riserva e millesimato, è previsto un minimo del 85% del vino dell’annata indicata in etichetta (l’indicazione dell’annata è obbligatoria per le versioni millesimato e riserva, mentre è vietata per le altre versioni).

Per quanto riguarda invece il periodo di “tiraggio”, dato dalla presa di spuma più la maturazione sui lieviti, si prevede un minimo di 18 mesi, che diventano almeno 24 mesi per le versioni rosé e satèn. I millesimati prevedono invece almeno 30 mesi, mentre le versioni riserva un minimo di 60 mesi. Le tipologie prodotte in base alla scala degli zuccheri, vanno dal pas dosé (dosaggio zero) al demi-sec per il Franciacorta base; dal pas-dosé all’extra-dry per il millesimato; dal pas-dosé al brut per il riserva; la versione satèn viene invece prodotta solo in brut.

Nella Riviera del Garda Classico DOC si producono vini rossi e rosé (chiaretto) con Groppello, Sangiovese, Marzemino e Barbera, e un vino bianco con almeno il 50% di Riesling, oltre ad un rosso menzione di vitigno con Groppello al 85% minimo. Nel 2017 sono stati prodotti quasi 21 mila ettolitri, ossia poco più del 2% della produzione regionale di vini DOP.

La denominazione Garda DOC è la più produttiva della regione; con i suoi quasi 370 mila ettolitri di vino prodotti nel 2017, rappresenta oltre il 37% dei vini DOP della Lombardia. E’ doveroso tuttavia sottolineare che la denominazione è condivisa tra le province di Brescia, Mantova e Verona. La produzione è molto eterogenea, purtroppo non sempre di qualità elevata ma con numerose eccellenze degne di nota: si produce un bianco classico, con prevalenza di Riesling; un rosso classico, anche in versione superiore, principalmente con Groppello, Marzemino, Sangiovese e Barbera; un chiaretto classico (rosato), anche spumante, con gli stessi vitigni del rosso classico; il Groppello classico, anche riserva, con almeno l’85% di Groppello, ma prodotto spesso in purezza.

Nella Garda DOC vengono inoltre prodotti numerosi vini bianchi e rossi con menzione di vitigno – di norma più interessanti – che prevedono tutti un minimo del 85% del rispettivo vitigno indicato in etichetta. Tra questi: Garganega, anche frizzante; Pinot Bianco, anche spumante; Pinot Grigio; Chardonnay, anche frizzante e spumante; Riesling, anche spumante; Riesling Italico; Cortese; Sauvignon. Viene prodotto anche il Tai (ex Tocai), ma solo in provincia di Verona. Tra i vini rossi a menzione di vitigno: Cabernet; Cabernet Franc; Cabernet Sauvignon; Pinot Nero; Merlot; Marzemino; Corvina; Barbera.

Rimanendo in provincia di Brescia, si aggiungono alcune denominazioni di minore rilevanza la cui istituzione non sempre risulta di chiara comprensione se non giustificata, forse, da logiche consortili campaniliste o da denominazioni di ricaduta che raramente servono a fornire una reale identità vitivinicola e ampelografica alla zona, nonché una personalità enologica e organolettica ai propri vini. Come spesso accade in questi casi, la differenza la fanno i produttori, più che il terroir o le tradizioni; ecco perché è comunque possibile scoprire alcune etichette di sicuro interesse anche tra le DOC “minori” del bresciano.

San Martino della Battaglia DOC – condivisa con la regione Veneto in provincia di Verona – produce un vino bianco con Friulano (ex Tocai) in prevalenza, qui chiamato Tuchi, anche in versione liquoroso. La produzione è molto limitata, infatti nel 2017 si sono prodotti poco più di 550 ettolitri.

Botticino DOC produce esclusivamente un vino rosso, anche in versione riserva, principalmente con Barbera, Schiava Gentile, Marzemino e Sangiovese. Nel 2017 si sono prodotti 540 ettolitri di vino.

Capriano del Colle DOC ha prodotto circa 1600 ettolitri nel 2017. Il disciplinare prevede una moltitudine di tipologie di vino, forse troppe per una denominazione che rappresenta lo 0.16% della produzione regionale. Il bianco viene prodotto con prevalenza di Trebbiano (Trebbiano Toscano e Trebbiano di Soave), anche in versione frizzante o superiore. Il rosso principalmente con Marzemino, Merlot e Sangiovese, prodotto anche in versione novello o riserva. Sono inoltre previsti due vini con menzione di vitigno: il Marzemino, prodotto in purezza, e il Trebbiano, prodotto con almeno l’85% di Trebbiano di Soave e/o Trebbiano Toscano, proposto anche in versione frizzante.

Cellatica DOC ha prodotto, nel 2017, circa 230 ettolitri. Il disciplinare prevede solamente un vino rosso realizzato principalmente con Marzemino, Barbera, Schiava Gentile e Incrocio Terzi, anche in versione superiore.

Curtefranca DOC ha prodotto, nel 2017, circa 7 mila ettolitri di vino. Il disciplinare prevede: un rosso con velleità bordolesi prodotto con Cabernet Franc Carmenère, Cabernet Sauvignon e Merlot, presenti in diverse percentuali; un bianco con almeno il 50% di Chardonnay, a cui è possibile aggiungere Pinot Bianco e/o Pinot Nero.

In provincia di Pavia i vitigni più diffusi sono, in ordine decrescente: Croatina, Pinot Nero, Barbera, Riesling Italico e Pinot Grigio. Si aggiungono a questi, ma in quantità minori: Moscato Bianco, Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Cortese.

Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG si estende in provincia di Pavia e produce uno spumante metodo classico con un minimo del 70% di Pinot Nero, a cui si possono aggiungere, congiuntamente o disgiuntamente, Chardonnay e/o Pinot Grigio e/o Pinot Bianco; viene proposto in versione bianco e rosé, con periodo minimo di tiraggio (presa di spuma + maturazione sui propri lieviti) di 15 mesi, che diventano 24 mesi per la versione millesimato. Sotto la stessa denominazione è previsto l’Oltrepò Pavese Metodo Classico Pinot Nero DOCG, sia in versione bianco che rosé, dove la percentuale minima di Pinot Nero passa all’85%, rimanendo tuttavia invariati i periodo minimi di tiraggio. Nel 2017, la produzione complessiva è stata di circa 8.100 ettolitri.

La Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC è la denominazione più produttiva della zona, con quasi 141 mila ettolitri di vino prodotti nel 2017, coprendo quasi il 14.5% della produzione regionale di vini DOP. Si sviluppa interamente in provincia di Pavia e produce un vino rosso, anche frizzante, con almeno l’85% di Croatina.

Oltrepò Pavese DOC la segue a ruota, con quasi 119 mila ettolitri prodotti nel 2017, rappresentando più del 12% della produzione regionale di vini DOP. E’ una denominazione abbastanza eterogenea, che copre un po’ ad ombrello buona parte della zona viticola. Il bianco è prodotto con almeno il 60% di Riesling (Italico e/o Renano), mentre il rosso e il rosato vengono prodotti principalmente con Barbera e Croatina; il rosso viene proposto anche in versione riserva, mentre è prevista anche una versione frizzante per il rosato.

Risultano spesso più interessanti, tuttavia, i vini con menzione di vitigno, che prevedono tutti un minimo del 85% del vitigno di riferimento. Tra questi, i bianchi sono: Riesling, anche in versione superiore, riserva, frizzante e spumante; Cortese, anche in versione frizzante e spumante; Moscato, vino dolce naturale prodotto con Moscato Bianco, anche in versione frizzante, spumante, passito e liquoroso; Malvasia, prodotto con Malvasia di Candia Aromatica, vino dolce naturale proposto anche in versione frizzante e spumante; Chardonnay, proposto anche frizzante e spumante; Sauvignon, anche spumante. Tra i rossi con menzione di vitigno: Cabernet Sauvignon; Barbera, prodotto anche in versioni riserva e frizzante.

Pinot Grigio dell’Oltrepò Pavese DOC è una denominazione a sé, e prevede almeno l’85% di Pinot Grigio, spesso in purezza. Nel 2017 si sono prodotti quasi 6.400 ettolitri, proposto anche in versione frizzante.

Discorso analogo per la Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC, che prescrive un minimo del 95% di Pinot Nero, molte volte prodotto in purezza. Nel 2017 sono stati prodotti quasi 7.800 ettolitri. Tra i vini rossi dell’Oltrepò, questo è tra i più strutturati e longevi, in alcuni casi di ottimo lignaggio, in particolare nella versione riserva che prevede almeno 24 mesi di invecchiamento, di cui almeno 6 in legno.

Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese DOC – o Buttafuoco DOC – è una piccola denominazione che ha prodotto, nel 2017, circa 3.750 ettolitri di vino rosso secco, principalmente con Barbera e Croatina, sia fermo che frizzante. Stessa base ampelografica per il vino rosso dolce prodotto nella Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese DOC – o Sangue di Giuda DOC – anche in versioni frizzante e spumante. La quantità prodotta è tuttavia più significativa per questo vino rosso da dessert, poiché nel 2017 sono stati prodotti più di 19 mila ettolitri rappresentando quasi il 2% della produzione regionale di vini DOP.

La Casteggio DOC ha una produzione quasi trascurabile (142 ettolitri nel 2017, la meno produttiva della Lombardia) di vino rosso secco composto da un minimo del 65% di Barbera; il disciplinare prevede anche una versione riserva, con almeno 3 anni di invecchiamento.

Spostandoci verso nord, la San Colombano al Lambro DOC – o San Colombano DOC – interessa le province di Pavia, Milano e Lodi. Nel 2017 ha prodotto quasi 2.500 ettolitri di vino. Il bianco viene prodotto con un minimo del 50% di Chardonnay e almeno il 10% di Pinot Nero, anche in versione frizzante. Il rosso principalmente con Croatina e Barbera, anche in versioni riserva e frizzante.

In provincia di Sondrio si coltiva quasi esclusivamente Nebbiolo, localmente chiamato Chiavennasca.

Sforzato di Valtellina DOCG – o Sfursat di Valtellina DOCG – produce un importante vino rosso strutturato e longevo con almeno il 90% di Nebbiolo, molto spesso in purezza. La produzione prevede l’appassimento delle uve, tale da permettere un titolo alcolometrico volumico minimo del 14% sul prodotto finito, peraltro quasi sempre superato dai produttori. Il disciplinare prevede inoltre un periodo di invecchiamento di almeno 24 mesi a partire dall’aprile dell’anno successivo alla vendemmia, di cui almeno 12 mesi in legno. Nel 2017 ne sono stati prodotti circa 2.700 ettolitri, una quantità purtroppo bassa per un vino così interessante.

Valtellina Superiore DOCG si sviluppa interamente in provincia di Sondrio e comprende 5 sottozone: Sassella, Maroggia, Grumello, Inferno e Valgella. Si produce un vino rosso con almeno il 90% di Nebbiolo. Il disciplinare prevede un minimo di 24 mesi di invecchiamento, di cui 12 in legno, che diventano 3 anni per la versione riserva. Nel 2017 sono stati prodotti più di 14.300 ettolitri di vino, complessivamente.

Spesso considerata come denominazione di ricaduta, la Valtellina Rosso DOC, o Rosso di Valtellina DOC, produce sempre un vino rosso con un minimo del 90% di Nebbiolo, anche se meno strutturato e longevo del precedente. Nel 2017 ha prodotto poco meno di 2.300 ettolitri, collocandosi grossomodo nella fascia di produzione dello Sforzato.

In provincia di Bergamo i vitigni più diffusi sono: Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay, Pinot Grigio e Pinot Bianco.

Scanzo DOCG, o Moscato di Scanzo DOCG, produce un vino rosso dolce passito da uve Moscato di Scanzo in purezza. Viene prodotto solo ed esclusivamente nel comune di Scanzorosciate, questo è il motivo per cui le produzioni sono sempre molto limitate (276 ettolitri nel 2017). E’ un vino pregiato e relativamente costoso. Vista la rarità, per poter acquistare una bottiglia è necessario, di norma, recarsi in zona.

L’uva Moscato di Scanzo viene utilizzata anche sotto la Valcalepio DOC, per produrre il Valcalepio Rosso Passito DOC; si tratta, anche in questo caso, di un vino rosso dolce proveniente da uve surmaturate e/o appassite. La Valcalepio DOC include anche un bianco e un rosso: il primo realizzato con Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Grigio. Il rosso è un taglio bordolese, Merlot e Cabernet Sauvignon, anche in versione riserva dove si prevedono almeno 3 anni di invecchiamento di cui uno in botti di rovere.  La denominazione si estende in provincia di Bergamo e, nel 2017, ha prodotto quasi 9.200 ettolitri.

Terre del Colleoni DOC, o Colleoni DOC, è una denominazione abbastanza recente che si estende in provincia di Bergamo e che produce poco meno di 800 ettolitri l’anno (rilevamento 2017). Il disciplinare prevede vini con menzione di vitigno, sia bianchi che rossi, con almeno l’85% del vitigno indicato in etichetta, oltre ad uno spumante metodo classico prodotto con vitigni che possono essere utilizzati congiuntamente o disgiuntamente: Chardonnay e/o Pinot Bianco e/o Pinot Nero e/o Incrocio Manzoni e/o Pinot Grigio; il che lascia supporre una certa mancanza di identità di questo vino spumante.  Tra i vini bianchi con menzione di vitigno, proposti tutti anche nelle versioni frizzante e spumante: Pinot Bianco, Chardonnay, Incrocio Manzoni, Pinot Grigio. Viene infine previsto un Moscato Giallo, anche in versione dolce passito. Tra i rossi con menzione di vitigno: Schiava, Franconia, Merlot, Cabernet Sauvignon, Marzemino, Incrocio Terzi.

In provincia di Mantova i vitigni maggiormente diffusi sono, in ordine decrescente: Merlot, Lambrusco Maestri, Lambrusco Viadanese, Lambrusco Salamino, Chardonnay, Lambrusco Marani, Cabernet Sauvignon e Ancellotta.

Garda Colli Mantovani DOC si sviluppa a sud della Lugana DOC pur rientrando, tuttavia, nella provincia di Mantova. Ha prodotto, nel 2017, circa 1.100 ettolitri di vino e prevede un ampio ventaglio di tipologie di vini, non giustificato se si considera la scarsa produzione di questa DOC. Tra i vini previsti: il bianco, principalmente con Garganega, Trebbiano (Toscano e/o di Soave e/o Giallo) e Chardonnay; il rosso e il rosato, principalmente con Merlot, Rondinella e Cabernet. A questi si aggiungono i vini con menzione di vitigno, tutti con un minimo del 85% del vitigno indicato in etichetta; tra i bianchi: Chardonnay, Tai (ex Tocai), Pinot Bianco, Pinot Grigio, Sauvignon. Tra i rossi con menzione di vitigno, anche in versione riserva: Cabernet (Franc e/o Sauvignon), Merlot. La versione riserva prevede almeno 2 anni di invecchiamento, di cui minimo un anno in legno.

Lambrusco Mantovano DOC si estende nella provincia di Mantova e comprende le due sottozone Viadanese-Sabbionetano e Oltre Po Mantovano. Sono previsti sia il rosso che il rosato, prodotti con Lambrusco nelle varietà: Viadanese e/o Maestri e/o Marani e/o Salamino, minimo 85%. E’ ammesso un massimo del 15% delle seguenti varietà di Lambrusco: Sorbara e/o Grasparossa e/o Ancellotta e/o Fortana. Il Lambrusco Mantovano DOC è proposto sia in versione secco sia amabile, entrambi frizzante. Nel 2017 sono stati prodotti quasi 28 mila ettolitri, rappresentando più del 2.8% della produzione regionale di vini DOP. 

Sono di seguito riportate le D.O.P. vinicole della regione Lombardia.

Enografia Lombardia vini

D.O.C.G.

  1. Franciacorta
  2. Oltrepò Pavese Metodo Classico
  3. Scanzo o Moscato di Scanzo
  4. Sforzato di Valtellina o Sfursat di Valtellina
  5. Valtellina Superiore

D.O.C.

  1. Bonarda dell’Oltrepò Pavese
  2. Botticino
  3. Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese o Buttafuoco
  4. Capriano del Colle
  5. Casteggio
  6. Cellatica
  7. Curtefranca
  8. Garda*
  9. Garda Colli Mantovani
  10. Lambrusco Mantovano
  11. Lugana*
  12. Oltrepò Pavese
  13. Pinot Grigio dell’Oltrepò Pavese
  14. Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese
  15. Riviera del Garda Classico
  16. San Colombano al Lambro o San Colombano
  17. San Martino della Battaglia*
  18. Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese o Sangue di Giuda
  19. Terre del Colleoni o Colleoni
  20. Valcalepio
  21. Valtellina Rosso o Rosso di Valtellina

* Denominazioni interregionali

Sono elencati di seguito, in ordine decrescente, i vitigni con maggiore diffusione nella regione Lombardia.

  • Croatina
  • Pinot Nero
  • Chardonnay
  • Barbera
  • Riesling Italico
  • Pinot Grigio
  • Merlot
  • Nebbiolo
  • Trebbiano di Soave (Turbiana, in provincia di BS)
  • Cabernet Sauvignon

A questi si aggiungono, sempre in ordine decrescente:

Moscato Bianco, Groppello Gentile, Lambrusco Maestri, Marzemino, Lambrusco Viadanese, Cabernet Franc, Pinot Bianco, Bonarda Piemontese, Lambrusco Salamino, Sangiovese, Uva Rara, Ancellotta, Trebbiano Giallo, Cortese, Lambrusco Marani, Sauvignon, Riesling Renano, Moscato Giallo, Malvasia Bianca di Candia, Carmenère, Groppello di Mocasina.

Sono di seguito elencati alcuni tra i più importanti produttori della Lombardia, suddivisi per provincia.

PAVIA
  • Marchese Adorno
  • F.lli Agnes
  • Ballabio
  • Bertè & Cordini
  • Bisi
  • Bosco Longhino
  • Alessio Brandolini
  • Cà Tessitori
  • Ca’ del Gè
  • Ca’ di Frara
  • Calatroni
  • Castello di Cigognola
  • Conte Vistarino
  • Fiamberti
  • I Gessi
  • Giorgi
  • Isimbarda
  • Tenuta Mazzolino
  • Monsupello
  • Oltrenero
  • Andrea Picchioni
  • Prime Alture
  • Francesco Quaquarini
  • Rossetti & Scrivani
  • Scuropasso
  • Torrevilla
  • Pietro Torti
  • Travaglino
  • Vanzini
  • Bruno Verdi
  • Vigne Olcru
  • Annibale Alziati
  • Barbacarlo – Lino Maga
  • Ca’ del Santo
  • Andrea Calvi
  • Davide Calvi
  • Cascina Gnocco
  • Castello di Luzzano
  • Cantine Cavallotti
  • Diana
  • Il Feudo Nico
  • Finigeto
  • Le Fracce
  • Francesco Maggi
  • Manuelina
  • Martilde
  • Il Molino di Rovescala
  • Montelio
  • Monterucco
  • Piccolo Bacco dei Quaroni
  • Tenuta Quvestra
  • Rebollini
  • Ruinello
  • Terre d’Oltrepò
  • Tosi
  • La Travaglina
  • Valdamonte
  • Vercesi del Castellazzo
BRESCIA
  • Antica Fratta
  • Tenuta Montenisa (Antinori)
  • Barone Pizzini
  • Bellavista
  • F.lli Berlucchi
  • Guido Berlucchi & C.
  • Cantina Bersi Serlini
  • Castello Bonomi
  • Bosio
  • Cà Maiol
  • Ca’ del Bosco
  • Ca’ Lojera
  • Camossi
  • Cantrina
  • Castelfaglia – Monogram
  • Castello di Gussago – La Santissima
  • Cavalleri
  • Citari
  • Battista Cola
  • Contadi Castaldi
  • Corte Aura
  • Costaripa
  • Derbusco Cives
  • Ferghettina
  • Enrico Gatti
  • Lantieri de Paratico
  • Lazzari
  • Le Marchesine
  • Mirabella
  • Monte Rossa
  • Mosnel
  • Noventa
  • Pasini San Giovanni
  • Perla del Garda
  • Quadra
  • Ricci Curbastro
  • Ronco Calino
  • San Cristoforo
  • Selva Capuzza
  • Le Sincette
  • Lo Sparviere
  • Uberti
  • Villa Crespia
  • Villa Franciacorta
  • Chiara Ziliani
  • 1701
  • Elisabetta Abrami
  • Giovanni Avanzi
  • Barboglio de Gaioncelli
  • I Barisei
  • Belon du Belon
  • Bonfadini
  • La Boscaiola Vigneti Cenci
  • Bulgarini
  • Ca d’Or
  • Camillucci
  • Le Cantorìe
  • Cascina Belmonte
  • Cascina Clarabella
  • Castelveder
  • Le Chiusure
  • Corte Fusia
  • Due Pini
  • Lorenzo Faccoli
  • Feliciana
  • La Fiòca
  • La Fiorita
  • Tenuta La Vigna
  • Majolini
  • Marangona
  • Marzaghe Franciacorta
  • Monte Cicogna
  • Tenuta Monte Delma
  • La Montina
  • Montonale
  • Monzio Compagnoni
  • Pian del Maggio
  • Pilandro
  • Pratello
  • Quattro Terre
  • La Riccafana
  • La Rifra
  • San Michele
  • Santa Lucia
  • Santus
  • Sullali
  • Tenute del Garda
  • Conti Thun
  • Togni Rebaioli
  • La Torre
  • Turra
  • Giuseppe Vezzoli
  • Vigna Dorata
  • Zatti
SONDRIO
  • Ar.Pe.Pe.
  • F.lli Bettini
  • Dirupi
  • Luca Faccinelli
  • Sandro Fay
  • Mamete Prevostini
  • Nino Negri
  • Aldo Rainoldi
  • Balgera
  • Giorgio Gianatti
  • Alberto Marsetti
  • La Perla
  • Plozza
  • Tenuta Scerscé
BERGAMO
  • Il Calepino
  • Tenuta degli Angeli
  • Cantina Sociale Bergamasca
  • Castello di Grumello
  • Il Cipresso
  • De Toma
  • Medolago Albani
MANTOVA
  • Bertagna
  • Cantina Sociale di Gonzaga
  • Lebovitz
  • Cantina Cooperativa Sociale di Quistello
  • Ricchi
MILANO e LODI
  • Nettare dei Santi
  • Panigada – Banino
  • Poderi di San Pietro
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  2. Mappa principale delle province: Cartina regionale by Vonvikken [Public domain], from Wikimedia Commons. Mappa enografica delle Denominazioni d’Origine tratta da “V.Q.P.R.D. d’Italia 2018” di FEDERDOC. Le eventuali altre mappe geografiche, ivi comprese le mappe satellitari a colori se presenti, sono state tratte da ©Google Maps.
  3. Alcuni dati e informazioni tecniche, derivano dal sito ufficiale FEDERDOC. Il documento è stato aggiornato in aprile 2020. I dati sulla produzione possono variare sensibilmente da un anno all’altro.