Nuova Zelanda

NEW ZEALAND

La Nuova Zelanda è uno stato dell'Oceania situato nell'Oceano Pacifico meridionale. E' separata dalle coste sud-orientali dell'Australia dal Mare di Tasmania, ad una distanza di circa 2 mila chilometri da esse. Lo stato neozelandese è formato da due grandi isole separate dallo stretto di Cook - North Island e South Island - che si estendono per una lunghezza di oltre 1600 chilometri sull'asse nord/nord-est. La capitale è Wellington, mentre la città più popolosa è Auckland.

Le latitudini della Nuova Zelanda corrispondono più o meno a quelle italiane, ma nell’emisfero sud. Altre similitudini con l’Italia riguardano la forma a stivale (curiosamente speculare rispetto all’asse equatoriale), la lunghezza complessiva e la superficie; la popolazione della Nuova Zelanda, tuttavia, non raggiunge i 5 milioni di abitanti. Malgrado le latitudini equivalenti, il clima è diverso dall’Italia poiché si tratta di una nazione insulare in mezzo all’oceano; risulta infatti esposta ai venti oceanici provenienti da ovest e alle precipitazioni. In linea generale il clima si presenta prevalentemente di tipo marittimo e abbastanza temperato, ma meno di quanto ci si potrebbe aspettare dalle latitudini: l’estremo sud e buona parte della costa sud-occidentale sono troppo umidi per la viticoltura, mentre l’estremo nord risulta in parte inadatto a causa del suo clima subtropicale; il resto del paese ha invece un clima indicato alla viticoltura, con le giuste differenze e le dovute distinzioni. Le regioni del sud sono più fresche e piovose, con inverni più rigidi ed estati più brevi, mentre a nord si gode di un clima più temperato e di un ottimo soleggiamento per buona parte dell’anno. I versanti orientali sono tendenzialmente più secchi e più protetti dai venti occidentali, grazie alle dorsali montuose.

La Nuova Zelanda ha una superficie vitata complessiva di quasi 38 mila ettari (dato “Winegrowers Inc Annual Report 2018”), contro i circa 232 mila ettari destinati ai soli vini DOP dell’Italia (dato Federdoc 2016).

Dei circa 38 mila ettari vitati, la Nuova Zelanda destina quasi l’80% alla coltivazione di uve a bacca bianca, di cui il Sauvignon Blanc, vitigno “simbolo” della nazione, copre più di 23 mila ettari (oltre il 60% del terreno vitato complessivo, e circa il 75% di quello destinato a uve a bacca bianca).

Partendo da nord, le principali zone vitivinicole sono le seguenti (vedi cartina):

  • Northland, con 65 ettari vitati;
  • Auckland, con 326 ettari vitati;
  • Waikato e Bay of Plenty, con 13 ettari vitati;
  • Gisborne, con 1.274 ettari vitati;
  • Hawke’s Bay, con 4.681 ettari vitati;
  • Wairarapa, con 1.000 ettari vitati;
  • Nelson, con 1.170 ettari vitati;
  • Marlborough, con 26.000 ettari vitati;
  • Waipara Valley, con 1.316 ettari vitati;
  • Canterbury, con 159 ettari vitati;
  • Waitaki Valley, con 54 ettari vitati;
  • Central Otago, con 1.904 ettari vitati.

Non esistendo una vera e propria classificazione dei vini in base ad una scala di denominazioni d’origine, i vini prodotti in Nuova Zelanda sono spesso ad indicazione di vitigno (monovitigno) e riportano quasi sempre in etichetta la regione e/o la sottozona di provenienza.  Sono numerosi i produttori che commercializzano in proprio il vino, pur non possedendo una cantina; questo è il motivo per cui in Nuova Zelanda è abbastanza diffusa l’attività della vinificazione conto terzi. 

Le zone più interessanti dal punto di vista enologico – e che saranno trattate singolarmente nei prossimi capitoli – sono la Hawke’s Bay, Wairarapa, Marlborough, Canterbury, Waipara Valley e Central Otago.

Nel Northland, la limitata produzione vitivinicola vede alcuni buoni risultati nei Syrah, Pinot Gris e, nelle annate più secche, nei Chardonnay.

Auckland, malgrado il clima subtropicale, produce vini rossi interessanti in stile bordolese; negli ultimi anni, sta promettendo bene il Syrah, anche se le produzioni sono tuttora limitate. Le sottozone più interessanti sono la Waiheke Island, Clevedon, Matakana e Kumeu/Huapai.

Sicuramente molto più produttiva la regione di Gisborne, nella costa orientale della North Island, dove si coltivano quasi esclusivamente uve bianche tra cui Chardonnay, Gewürztraminer e Semillon; tra i vini rossi, interessanti Merlot e Syrah. In questa regione, particolarmente vocate risultano le zone di Patutahi, Ormond e Riverpoint.

Di scarso interesse enologico i vini prodotti nelle regioni di Waikato e Bay of Plenty, dove peraltro la produzione risulta molto limitata.

La zona di Nelson, nella Tasman Region, presenta invece una produzione interessante che si concentra in buona parte nelle sottozone di Moutere Hills e Waimea Plains, dove si producono Sauvignon Blanc freschi ed erbacei, robusti Chardonnay e Pinot Noir, aromatici Riesling e Pinot Gris.

La regione di Hawke’s Bay è famosa per i suoi interessanti vini rossi di ispirazione bordolese. Il Cabernet Sauvignon è stato uno dei primi vitigni coltivati in questa regione, per quanto, trattandosi di un’uva a maturazione tardiva, non sempre riesce a dare il meglio di sé durante le stagioni più fresche. Questa è forse una delle ragioni per cui, in questi ultimi anni, l’attenzione dei vitivinicoltori si sia spostata verso il Merlot. Anche Malbec Syrah sono alla base di vini di ottimo livello, così come lo sono i Sauvignon BlancChardonnay.

La Hawke’s Bay gode di un clima ideale per la coltivazione della vite, poiché mitigata dalle acque della baia sulla costa orientale e protetta dalle catene montuose a ovest: piogge relativamente scarse e temperature miti. Il suolo è molto variegato, e i migliori risultati si ottengono nelle zone dove esso si presenta più “povero”; tra queste, sicuramente l’area compresa tra i comuni di Napier e Hastings. Tra le sottozone più vocate ricordiamo le seguenti:

  • Gimblett Gravels;
  • Bridge Pa Triangle;
  • Havelock North Hills;
  • Te Awanga;
  • Mangatahi Terraces;
  • Crownthorpe Terraces;
  • Dartmoor Valley;
  • Esk Valley.

La regione di Wairarapa si estende all’estremo sud della North Island, ai confini con la regione di Wellington. Le zone maggiormente vocate e famose per la produzione vitivinicola sono Martinborough e Gladstone.

Autunni secchi e prolungati, e terreni “poveri” che poggiano su fondali ghiaiosi e drenanti e su strati di argilla e limo, permettono alle aziende vinicole di questa zona di produrre alcuni tra i migliori Pinot Noir della Nuova Zelanda, in perfetto stile borgognone. Trattandosi, in ogni caso, di una regione abbastanza fredda, non mancano le rischiose e tanto temute gelate primaverili che, in alcuni anni, possono compromettere in parte la produzione.

Oltre ai Pinot Noir – contesi con il Central Otago – vengono prodotti ottimi vini Pinot Gris e, ovviamente, interessanti Sauvignon Blanc.

Con i suoi 26 mila ettari vitati, la regione del Marlborough è sicuramente la più importante e rappresentativa della Nuova Zelanda, coprendo circa il 68% dell’intero vigneto nazionale. Si sviluppa nell’estremo nord-est della South Island, affacciandosi sulla Tasman Bay e sullo stretto di Cook. Comprende due zone vinicole particolarmente vocate: la Wairau Valley, intorno Blenheim, e la Awatere Valley, più a sud, intorno a Seddon, che si affacciano rispettivamente sulla Cloudy Bay e sulla Clifford Bay.

Il vitigno “principe” è il Sauvignon Blanc, che qui trova la sua massima espressione sia in termini quantitativi che qualitativi. Nella Awatere Valley si ottengono ottimi risultati anche con  Riesling, Pinot Gris, Chardonnay e Pinot Noir, questi ultimi due prodotti in quantità maggiori.

I produttori più importanti tendono a creare dei blend di vini Sauvignon Blanc provenienti da vigneti diversi posti in zone dalle caratteristiche pedoclimatiche differenti, in modo da caratterizzare maggiormente il proprio prodotto; in questi ultimi anni stanno tuttavia aumentando i vini provenienti da unici Cru. In genere l’uso del legno (rovere francese) è abbastanza contenuto e viene quasi sempre effettuata la fermentazione malolattica su vini che, altrimenti, risulterebbero troppo aggressivi a causa di un clima non sempre generoso, soprattutto nella Wairau Valley.

Le sottozone vinicole della Wairau Valley sono:

  • Rarangi
  • Lower Wairau
  • Rapaura
  • Dillon Point
  • Renwick
  • Upper Wairau
  • Waihopai Valley
  • Omaka Valley
  • Brancott Valley
  • Fairhall
  • Ben Morven

Le sottozone vinicole della Awatere Valley sono Upper Awatere e Lower Awatere.

Contrariamente al resto del paese, nel Canterbury la coltivazione di Sauvignon Blanc è quarta dopo Pinot Noir, Chardonnay e Riesling. I vini Pinot Noir e Chardonnay vengono prodotti in pieno stile borgognone, date anche le numerose affinità dal punto di vista pedoclimatico. Il clima è troppo fresco per la coltivazione di uve bordolesi, per quanto si presenti molto secco e pertanto indicato alla coltivazione biodinamica (i venti secchi ostacolano la formazione di funghi e muffe, permettendo così uve sane ed un minore uso di fitofarmaci in vigna). Di contro, le frequenti gelate primaverili e la grandine estiva comportano spesso una compromissione delle rese uva/ettaro, obbligando i produttori a oculati diradamenti in vigna ed attenta selezione delle uve durante la vinificazione.

La zona della Waipara Valley, a nord di Christchurch, è storicamente la più vocata alla produzione vitivinicola; qui si producono ottimi Rieslingsecchi e dolci, strutturati Chardonnay ed eleganti Pinot Noir, in qualche caso un po’ troppo erbacei. Di norma, le aziende vinicole sono piccole e con uno stile più “artigianale” rispetto, ad esempio, alle aziende di Marlborough.

Il Central Otago è la regione vinicola più a sud del mondo. A differenza del resto del paese, il clima presenta caratteristiche più continentali che marittime, con elevate escursioni tra notte e giorno; generalmente molto fresco, con inverni più lunghi ed estati che, per quanto abbastanza brevi, risultano molto luminose. Proprio il sole “accecante” del Central Otago permette di ottenere uve con ottimo grado saccarometrico, mentre le escursioni termiche permettono una eccezionale maturazione fenolica; queste due componenti si traducono in vini con titolo alcolometrico importante e ottima complessità olfattiva.

Il vitigno più coltivato è il Pinot Noir, che dona vini quasi sempre molto interessanti, con titolo alcolometrico raramente inferiore al 14% e ventaglio olfattivo ampio. Si aggiungono i Pinot Gris e i Riesling, anche loro promettenti per quanto meno diffusi del Pinot Noir, che rimane il vitigno più rappresentativo del Central Otago, i cui vini si trovano spesso in concorrenza con quelli del Wairarapa, per quanto diversi.

Salvo rare eccezioni, la zona che esprime i migliori risultati è quella compresa tra i centri di Wanaka, Qeenstown, Cromwell e Alexandra. Qui vengono prodotti i migliori vini del Central Otago, in particolare nelle seguenti sottozone vitivinicole:

  • Wanaka
  • Gibbston
  • Cromwell Basin
  • Bendigo
  • Bannockburn
  • Alexandra
  • Lowburn

Tra i vitigni a bacca bianca, i principali sono elencati di seguito in ordine decrescente di ettari vitati:

  • Sauvignon Blanc
  • Chardonnay
  • Pinot Gris
  • Riesling
  • Gewürztraminer

Tra quelli a bacca scura, i principali sono elencati di seguito in ordine decrescente di ettari vitati:

  • Pinot Noir
  • Merlot
  • Syrah
  • Cabernet Sauvignon
  • Malbec
  • Cabernet Franc

Sicuramente, Sauvignon Blanc e Pinot Noir sono tuttora i vitigni più coltivati e rappresentativi della Nuova Zelanda. Il primo rappresenta il 77% delle uve a bacca bianca, mentre l’altro il 72% dei vitigni a bacca scura (aggiornamento 2018).

Sono elencati alcuni tra i produttori di maggiore spicco della Nuova Zelanda, suddivisi per regione o zona vitivinicola.

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Hawke’s Bay

Wairarapa

Marlborough

Canterbury, Waipara Valley

Central Otago

Paride Leali

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Alcune informazioni sono tratte dal volume "Atlante Mondiale dei Vini" di Hugh Johnson e Jancis Robinson, edizione settembre 2014 Mondadori®. La cartina geografica è stata tratta da Google® Maps e dal sito www.nzwine.com, che suggerisco di consultare per ulteriori approfondimenti sulla viticoltura ed enologia neozelandese.